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L'immaginazione - L'immaginazione e l'uso dei simboli

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Alchimia | simboli | Spirito

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Indice
L'immaginazione
Il lato oscuro dell'immaginazione
L'addestramento dell'immaginazione
L'immaginazione e l'uso dei simboli
Immaginazione, alchimia e stregoneria
Uno scordato modo di usare l'immaginazione
L'immaginazione cristiana e la sua morte
Significato e significante: una frase di Socrate
La preghiera come purificazione.
Il calore innato
Tutte le pagine

L'immaginazione e l'uso dei simboli

Esistettero società dove tutto ciò fu normale. In certe tribù quasi estinte, soprattutto nell'America settentrionale, tutti erano occupati in primo luogo dai sogni. Fine essenziale della Vita era il sogno iniziatico, in cui si scorgeva il custode, l'archetipo della propria esistenza. Nient'altro contava. Dopo la somma esperienza onirica, riscossa talvolta a prezzo di ascesi, sofferenze, invocazioni, l'immaginazione restava centrata sulla figura rivelata dall'alto.

ruota_fortuna_tnL'uomo diventava l'animale, la nuvola o il tuono della sua privata rivelazione. Era la sua arma, da intagliare nel legno, da conficcare alla prora della barca o sul fastigio della casa, da tatuare sul corpo, da incidere sulla borchia o sull'anello, da far svettare sull'elmo; se ne innalzava l'inno marciando verso la battaglia, aspettando la morte. Fantasticare sarebbe stato inimmaginabile.

Culmine dello squallore era una Vita senza visioni, e non restava che impetrare allora ai più avventurati di partecipare ai sogni loro. I sapienti sognavano per il popolo intero e allestivano come spettacoli i loro sogni; da quest'atto di carità originò il teatro.

Svanita è l'idea d'una Vita simbolica, simile a un arazzo tessuto da potenze invisibili, in cui ci si muova fiutando significati nelle coincidenze, scorgendo premonizioni e insegnamenti negli eventi quotidiani.

L'apice di una tale esperienza è quando un uomo si liberi di se stesso al punto da convertire corpo e anima in puri materiali di una rappresentazione simbolica. Come spiegare oggi che certuni, di ritorno da una esperienza di totale estinzione, potevano perfino decidere di usare la loro Vita, con cui non erano più identificati, per inscenare uno spettacolo caritatevole, per offrire un mito di sal­vezza?

Impresa pedagogica quasi impossibile sarebbe spiegare a menti occidentali o occidentalizzate come, da questa altezza spirituale, la Vita diventi comunque un sogno entro un sogno. Sapendo che tutto, compresa la percezione, è frutto di sogni, si smette di cercare la verità nelle sue formulazioni o nei suoi simboli.

La storia sacra in se stessa è un sogno, un sogno tuttavia più prossimo alla verità di quello della Vita quotidiana, sia pure certificata nei pubblici annali, vidimata dal sigillo di tre o più testimoni, che qualunque buon avvocato saprebbe mettere in forse con i vecchi trucchi del suo mestiere.

Non soltanto i santi, anche i sapienti secondo il mondo lanciano storie non per raccontare ciò che è di fatto accaduto, ma in vista di ciò che all'anima può avvenire una volta che sia impigliata nelle implicazioni, nei suggerimenti nascosti della storia.

Il senso di una storia, per uomini pratici come i santi o gli esperti nel gettare incanti sulla società, non sta nella sua conformità a dei fatti, ma nelle evocazioni che essa suscita dentro al corpo sottile, sognante degli uomini.

Oggi le storie sacre e anagogiche, come inverificabili, le rifiuta la gente stessa che quotidianamente si lascia beffare dai fabbricanti di immagini politiche, dai produttori di pubblicità.

 

L'immaginazione anagogica è oggi ignota, eppure nell'immagi­nazione tutto è radicato. Chi non sappia usare le immagini secondo anagogia è alla mercé di chi gliele fabbrica, fantoccio nelle mani del burattinaio.

visitazioneChi sia versato nella scienza dell'immaginazione sa cogliere le tenui premonizioni d'una catastrofe. Quando mutano i sogni, sa che la città è prossima al crollo,

La rovina è fatale quando dilagano immagini nuove; i distruttori potenziali, dediti a fantasticag­gini scatenate e insaziabili, sono sempre a disposizione, e

... preferirebbero,

anche a costo di pagarla cara, vedere rovesciarsi per strada nugoli in rivolta, piuttosto che osservare i nostri artieri amichevoli affacendarsi cantando, nelle loro botteghe.

come si dice nel Coríolano (iv, 6).

Guai al potente che non sia pastore di sogni. Lo scettro comanda di giorno soltanto se un pastorale di notte regge il gregge dei sogni. Perciò i sovrani si circondavano di poeti e tenevano d'occhio i buffoni.

In un dramma di Charles Williams, Dio pronuncia strofe di maledizione, che svelano in che consistano le punizioni divine che incolgono le comunità:

Ascolta, vanno in giro le immagini!

Come a ogni svolta, a ogni epoca nuova.

Quando lo spirito degli uomini infuria, le libero, Tutte quante: idoli dell'aula, della cappella, del mercato,

Spettrali immagini, prive della grazia d'amore, di me.

 



Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Febbraio 2011 12:40  

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