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Home Lezioni Erboristeria Fitoterapia e Carattere Terza lezione: Prana - Prana ed olfatto

Terza lezione: Prana - Prana ed olfatto

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corso | essenza | profumo

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Indice
Terza lezione: Prana
La somma di tutte le energie
I cinque prana
Pranayama è respirazione
La meditazione
Respirare bene per sentirsi bene
Prana ed olfatto
TEST DI SINESTESIA
Tutte le pagine

Prana ed olfatto

A noi interessa l’olfatto; già, perché essendo ogni chakra collegato ad un senso e ad un organo di senso posso risvegliare il chakra anche semplicemente agendo sul senso: ci impiegherò un po’ di tempo ma si può fare.

Viceversa un chakra ben risvegliato attiva in modo molto accentuato il senso: pensate semplicemente ad una donna nei primi mesi di gravidanza ed alle nausee provocate dagli odori. Se voglio lavorare in questa direzione la prima cosa che devo fare è imparare a conoscere ed utilizzare l’organo di senso, cioè il naso. E’ vero, tutti lo conosciamo, ci accompagna dalla nascita, più o meno bello, più o meno rifatto; è sempre lì, sotto i nostri occhi. Ma lo conosciamo veramente?

L’aria entra nel naso portando con sé un’infinità di messaggi. Quelli odorosi vengono captati dal bulbo olfattivo e portati nelle aree limbiche del nostro cervello: ippocampo, amigdala, ipotalamo. Da queste regioni, tramite il talamo, altra parte importante del nostro cervello, vengono trasmesse alle regioni neo corticali responsabili degli aspetti coscienti della sensazione olfattiva.

E qui si comincia a parlare di olfatto, di quella funzione sensoriale specificamente preposta alla percezione degli odori, della capacità di percepire gli odori, i profumi e distinguerli l’uno dall’altro. Il senso dell’olfatto è in genere molto sviluppato nei mammiferi – e noi siamo mammiferi – in cui ha grande importanza, a volte maggiore della vista che con l’età tende a ridursi, per l’esplorazione del mondo esterno, per avvertire la presenza della preda o dei nemici e per il riconoscimento dei sessi, tutte funzioni di cui ci siamo dimenticati.

Sapevate che siamo in grado di percepire almeno diecimila sostanze odorose?  Provate a pensarci, diecimila! Sono tante; alcune sono conosciute dalla nostra memoria recente, altre sono, sembrano sconosciute ma sono conosciute dalla nostra memoria storica, altre sono conosciute solo dalla nostra memoria cromosomica o dalla memoria che ci viene da vite precedenti, altre – poche – sono veramente sconosciute e rappresentano una nuova esperienza primordiale.

E qui possiamo fare una prima considerazione importante: un odore ci ricorda qualcosa, risveglia un’esperienza, ci porta indietro nel tempo, ci fa rivivere quell’esperienza. Vi porto un esempio banale: sentiamo odore di patate al forno, si attiva il ricordo di quanto ci piacciono, si attivano le ghiandole salivari, ci viene appetito e siamo pronti a ripetere l’esperienza suscitata da quell’odore.

Siamo pronti a soddisfare un’esperienza primordiale legata proprio a muladhara chakra: la ricerca del cibo, la cancellazione della fame. E torniamo a parlare di muladhara chakra. Muladhara chakra è il punto di partenza dell’evoluzione umana; rappresenta il massimo livello dell’evoluzione animale ed il più basso livello dell’evoluzione umana.

In muladhara noi troviamo i nostri istinti animali, quelli che ci consentono di sopravvivere in qualsiasi situazione primitiva: la ricerca del cibo per soddisfare la fame, la ricerca della sicurezza per difenderci dai nemici, la ricerca dell’altro sesso per garantire la prosecuzione della specie; e tutto questo ci è garantito dall’olfatto.

Da un buon olfatto, non da quello deteriorato che ci ritroviamo oggi, inquinato dallo smog, dalle sigarette, dai profumi e via dicendo. Un buon olfatto ci dice se c’è del buon cibo per noi, un buon olfatto ci fa percepire la presenza di nemici, fisici o psichici, un buon olfatto ci avvicina al nostro partner ideale. La ricerca di un buon olfatto, l’utilizzo di un buon olfatto è uno dei compiti dello yoga.

La prima cosa che dobbiamo imparare a fare per avere un buon olfatto è imparare a pulire lo strumento – il naso – non con il fazzoletto, non con le dita, che più di tanto non possono entrare, ma con un vero e proprio lavaggio nasale. E nello yoga noi troviamo una tecnica di purificazione – jala neti – che serve proprio a questo, a lavare il passaggio nasale, su fino ai bulbi olfattivi, e che viene fatta utilizzando acqua leggermente salata o un liquido fisiologico che si acquista in farmacia.



Ultimo aggiornamento Domenica 21 Novembre 2010 20:45  

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