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PARCO DELL'UCCELLINA

Esteso per 100 kmq., esclusa la fascia esterna di rispetto, il Parco confina a Sud e S/W con il mare, sul quale si affaccia nella parte meridionale con una costa alta ed erosa. Ad essa, più a Nord, succedono spiagge dove la copertura vegetale è costituita da numerose specie pioniere, ben adattate al difficile ambiente sabbioso e salmastro e sostituite da specie caratteristiche della macchia mediterranea mano a mano che ci si allontana dalla battigia. La linea di costa è andata soggetta a forti mutamenti, oltreché nei tempi geologici, nel corso degli ultimi decenni: per cui risulta oggi avanzata a Sud di Marina di Alberese, mentre ha subito un notevole arretramento al di qua e al di là di Bocca d'Ombrone. Dal punto di vista naturalistico il complesso formato dai Monti dell' Uccellina, dalla pineta di Marina di Alberese, dalla Foce del fiume Ombrone e dalle Paludi della Trappola costituisce un prezioso mosaico di ecosistemi sui quali ha agito in momenti e modi diversi l'uomo, caratterizzando ulteriormente il paesaggio senza tuttavia degradarlo e impoverirlo. La maggior parte del parco è rappresentata, dai Monti dell'Uccellina, una catena di colline parallele alla costa e rivestite di fitta macchia, che culmina nel Poggio Lecci. La zona settentrionale del Parco è pianeggiante ed è costituita da terreni alluvionati formati dai depositi trasportati dal fiume Ombrone, presso la foce del quale si trovano i tipici ambienti palustri denominati Chiari della Trappola. La costa, che ha uno sviluppo di circa 20 km, si presenta come una successione di ampi arenili, che si allungano dalla Bocca d'Ombrone alla Cala di Forno, dove i Monti dell'Uccellina cominciano a precipitare in mare formando una scogliera che si prolunga fino al promontorio di Talamone. Il territorio del parco comprende una successione di vari ecosistemi, in cui coesistono ambienti naturali e ambienti antropizzanti, tutti ugualmente importanti per il ruolo essenziale che svolgono nella vita della fauna selvatica.
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1. zone agricole: Le zone agricole, ovvero i campi coltivati, i prati adibiti al pascolo, le vigne e gli oliveti, rappresentano per la fauna selvatica importanti luoghi di alimentazione.
Negli ampi spazi delle zone collinari dell'Uccellina e in quelle pianeggianti verso il mare viene allevato allo stato brado il bovino maremmano, di mole imponente, grandi corna, mantello grigio nelle varie gradazioni. Sempre allo stato brado viene allevato pure il cavallo maremmano. Nell'ambiente dei pascoli e dei coltivi vivono stabilmente la lepre e il riccio, ma vi compiono le loro scorribande notturne fuori dal bosco anche la volpe, il tasso, l'istrice e il cinghiale.
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2. zone forestali: La macchia rappresenta per molti mammiferi un luogo di rifugio e di pascolo e un ricovero dove ripararsi dal vento e dai rigori del clima. Nelle zone più folte s'infrascano durante il giorno il cinghiale e la volpe, ma in essa va a isolarsi anche la vacca, che si allontana dalla mandria al momento del parto. Nel bosco misto di leccio, cerro e roverella, vive il capriolo, mentre il daino, per l'ampiezza delle corna, preferisce la pineta.

3. zone umide: Le specie di uccelli che frequentano le zone umide sono eminentemente migratorie. Fra gli uccelli acquatici che frequentano le zone umide del Parco tutto il tempo dell’anno, sono da ricordare il germano, la gallinella, la folaga, il tuffetto, l’airone cenerino, la gazzetta. Innumerevoli sono le specie di palmipedi e trampolieri di semplice passo, che in autunno e primavera vi sostano brevemente, senza svernarvi o nidificare. Le zone umide svolgono un importante ruolo non solo per l’avifauna acquatica, ma anche per l’esistenza dei mammiferi, che specialmente durante i lunghi periodi di siccità possono reperire in esse il necessario per sopravvivere. Legata specialmente agli ambienti fluviali è la nutria o castorino, un animale da pelliccia originario del sud america che fuggito da allevamenti artificiali, ha trovato nelle zone umide del parco un ambiente idoneo alla sua soppravivvenza.
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4. zone rocciose e dune: Nel versante rivolto al mare, la base dei rilievi calcarei è caratterizzata da una serie di grotte e di impervi anfratti, in cui trovano rifugio diversi carnivori, quali la puzzola e il rarissimo gatto selvatico. Questo ambiente è frequentato da numerosi predatori che si trovano distribuiti anche in altre zone del parco, come la martora, la faina, la donnola e la volpe. Il loro cibo è generalmente costituito di uova, nidiacei, anfibi, rettili e piccoli roditori. Nelle dune, che si susseguono dalla foce dell’Ombrone fino ai rilievi calcarei che precipitano in mare, scava le sue tane profonde e articolate il coniglio selvatico, oggetto di caccia di numerosi predatori. Impossibile elencare le moltissime specie di uccelli che frequentano le zone del parco tutto l'anno, con rinforzi nelle epoche del doppio passo.