Prima lezione: Aromatologia

Martedì 05 Ottobre 2010 16:54 Maurizio
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emulsio | essenza | profumo

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L’olfatto era considerato da Baudelaire una “seconda pelle”, potente detonatore di emozioni. Con un semplice respiro si può compiere un viaggio all’indietro nel tempo....

 

L'AROMATOLOGIA

L’olfatto era considerato da Baudelaire una “seconda pelle”, potente detonatore di emozioni. Con un semplice respiro si può compiere un viaggio all’indietro nel tempo, come scriveva Proust tuffando il naso nelle sue “petites madeleines”.

L’odore può essere una barriera, oppure un richiamo infallibile. Un patrimonio immateriale da sfruttare, seppur volatile. La Provenza, ad esempio, ha pubblicato una guida con la quale è possibile viaggiare seguendo i profumi di lavanda e delle altre erbe aromatiche che crescono nella regione. Annusando nell’aria, si può svoltare per una strada o un’altra. Andare verso i campi di finocchio, oppure alla ricerca della salvia. Nella reggia di Versailles, uno dei luoghi più visitati di Francia, è in costruzione il percorso “Cour des Senteurs” che nel 2012 guiderà il pubblico. Torneranno così le essenze usate ai tempi del Re Sole, sovrano recalcitrante all’igiene, che faceva appendere in tutte le stanze tavolette profumate a forma di uccellini. Nel castello c’erano giorni dedicati per ogni essenza. I cortigiani dovevano rispettare il calendario affinché l’odorato reale non venisse turbato da troppi bouquet.


 

Gli oli essenziali sono l’anima della pianta

Gli oli essenziali sono l’anima della pianta, rappresentano il suo aspetto più sottile, sono l’energia e l’intelligenza della Natura. Pensate ad un mondo senza piante, cosa sarebbe? Chiudete gli occhi e provate ad immaginare un mondo senza piante, fiori, alberi, senza il loro profumo… non ci sarebbe la Vita. Il profumo delle piante e dei fiori sostiene la Vita. Gli oli essenziali sono il regalo più grande che la natura ci possa concedere. Esistono i profumi sintetici ma essi non sono che la brutta copia di ciò che noi troviamo in Natura, essi non riescono a raggiungere il nostro sistema limbico, non ci provocano emozioni, non sono seducenti, non hanno nessun fascino, sono sole delle copie.

Per la medicina ayurvedica indiana il naso è la porta del cervello e della sua coscienza ed è collegato, nella sua funzione sensoriale dell’odorato, con l’azione dell’escrezione intestinale e dell’ano. Per questo, secondo i medici ayurvedici, una persona che soffre di stitichezza e di colon impuro avrà il senso dell’olfatto che diventerà ottuso. Per purificare i canali energetici del naso essi consigliano massaggi con oli e lavaggi con acqua e sale delle cavità nasali.


 

Come agisce l'Aromatologia

Le molecole degli odori si dissolvono nel muco nasale, l’interno del naso è dotato di milioni di recettori, collegati con le fibre nervose che dall’osso etmoide corrono fino alla cavità del cranio, qui, le fibre nervose si uniscono e formano i bulbi olfattivi e i percorsi che portano nel sistema limbico. Il sistema limbico (suscitatore delle emozioni), è stata una delle prime parti del cervello a svilupparsi (in senso evolutivo), ed è quello che controlla i nostri ricordi, gli istinti e le funzioni vitali. L’olfatto quindi è un senso che arriva direttamente al cervello, e che gli fa produrre sostanze chimiche che comunicano con il sistema nervoso per rilassarlo o stimolarlo, queste sostanze agiscono sul corpo anche a livello fisico, ed è per questo che possono essere molto utili per trattate le sofferenze della psiche, ma anche del corpo fisico.

Se noi moderni ricominciassimo a vivere affidandoci alle percezioni del nostro naso e dessimo valore all’olfatto, molte cose sarebbero più facili e più semplici. Formeremmo un altro mondo diverso da quello attuale che è ottico. L’allontanamento dal naso si riflette in un mondo che puzza in molti campi e che, quindi, ci appare puzzolente. Avere naso per qualcosa significa avere intuizioni sicure: sarebbe auspicabile per noi e per il nostro mondo se imparassimo di nuovo a fidarci del naso. Verificheremmo, allora,  che l’aria che respiriamo, spesso, non solo è un’offesa per l’olfatto, ma anche per gli organi della respirazione: il naso altro non è che l’inizio delle vie respiratorie. Suo compito è provvedere alla purificazione dell’aria, facendo in modo che le particelle sporche siano bloccate da peli sottili. Deve poi riscaldare l’aria che entra nelle vie più profonde della respirazione, per cui ha a disposizione un ampio sistema di cavità.
Per rendere l’odorato più acuto è utile anche annusare il basilico, sotto forma di pianta, se possibile, o come essenza.

INALANDO: una piccola quantità di molecole d’olio essenziale, esso può prendere parte allo scambio gassoso tra gli alveoli polmonari e i capillari, così l’ossigeno che viene inspirato viene scambiato con l’anidride carbonica in uscita e le molecole di olio essenziale entrano nel sistema circolatorio del corpo.

A CONTATTO del corpo, magari con il massaggio, i bagni, le saune o le lozioni, le molecole di olio, hanno la facoltà di poter passare attraverso l’epidermide, fino al derma, lo stato della pelle che conferisce elasticità. Essendo ricco capillari, il derma, permette di veicolare l’olio essenziale nel sistema circolatorio.


 

Aromi e profumi

Aromi e profumi sono entrati nella storia dell’uomo che ne ha sfruttato la magia persuasiva ed evocativa, spaziando dal sacro al profano: dagli incensieri ardenti davanti agli altari degli dei, che aiutano l’anima a elevarsi dalla fisicità e a portarsi verso il cielo, alla ricerca delle composizioni aromatiche per aumentare il fascino e l’attrattiva sessuale.
L’olfatto è, quindi, legato contemporaneamente alla carne e all’anima; è vicino all’istinto e all’inconscio, all’interno di una dimensione sottile dell’esistenza; così come ha il potere di rievocare il passato, allo stesso modo può risvegliare energie creative profonde e riportare il contatto con le forze che animano l’immaginario; seguendo questa “scia odorosa”, i profumi delle essenze, così carichi di una loro potenza intrinseca e di valenze simboliche ed energetiche, possono aiutare l’uomo di tutti i tempi a ritrovare automaticamente se stesso e ad aprirsi a nuove possibilità espressive.
Si pensa che le essenze esercitino principalmente la loro azione a carico del sistema nervoso, quindi con un’azione sull’umore, sulle funzioni psichiche come la memoria e l’apprendimento  e sull’aspetto neurovegetativo, cioè sulle implicazioni psicosomatiche tra stati mentali e salute degli organi.



L’olfatto è un’attività sensoriale sollecitata dalle essenze.

La sostanza aromatica che si effonde nell’ambiente viene colta dall’uomo con un gesto di interiorizzazione e di raccoglimento, cosicché le sottili sostanze si trasmettono a colui che le percepisce. La percezione olfattiva è qualcosa di estremamente sottile e si collega con gli stati psichici. È interessante notare che il progressivo aumento dell’inquinamento ambientale ha portato a una diminuzione delle capacità olfattive e quindi della capacità di riconoscere gli odori (anosmia). Con l’aumento indiscriminato delle stimolazioni visive e acustiche, l’uomo sta perdendo la capacità di discriminare gli stimoli sensoriali, mentre i suoi sensi si induriscono e diventano sempre più grossolani.

Si potrebbe aprire una discussione enorme, sugli effetti degli odori e dei profumi, sulla psiche e sullo stato di salute. Centinaia di ricerche hanno dimostrato come l’olfatto, sia strettamente legato a specifiche aree del cervello che comandano il senso di benessere, la memoria visiva e il sistema immunitario. Un profumo che ci piace, ci fa subito scorrere nelle vene, un senso di vitalità che ci coinvolge e ci fa stare meglio.


 

Metodi di estrazione

Distillare non è altro che separare il sottile dal grossolano e il grossolano dal sottile, è rendere duraturo il fragile e il delicato; l’immateriale assume consistenza, lo spirituale si unisce al corporeo, per rendere bello il volgare. (Hieronymus Brunschwig)

DISTILLAZIONE A VAPORE. E’ il metodo di estrazione più comune, quando la materia vegetale viene riscaldata durante il processo di distillazione, evaporando solo le molecole molto piccole, quelle che costituiscono un vero olio essenziale.

ESTRAZIONE CON BIOSSIDO DI CARBONIO Si usa l’anidride carbonica per disintegrare le molecole della pianta e liberare l’olio. Gli olii prodotti sono puri e stabili, però è un processo molto costoso.

SPREMITURA Metodo usato per gli agrumi, si spreme dalle sacche site nella scorza del frutto, la buccia può essere distillata a vapore dopo la spremitura, ma l’olio ottenuto è di qualità inferiore.

ESTRAZIONE CON SOLVENTI Resinoidi, essenze concrete ed assolute sono molto concentrati e contengono tutte le molecole vegetali in grado di dissolversi nel solvente che però non si può rimuovere del tutto dall’olio.


DI SEGUITO LE DIAPOSITIVE DELLA PRIMA LEZIONE

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Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Ottobre 2010 16:22  
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