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Una delle più interessanti proprietà del cioccolato da poco riscontrate, è la presenza di molecole che mimano le azioni dei cannabinoidi, come l’Anandamde

L’Anandamide nel cioccolato.

E’ stata scoperta, infatti, la presenza di anandamide nel cioccolato. 
L'anandamide agisce sui recettori cerebrali sensibili ai cannabinoidi, cioè a sostanze tipo hashish e marijuana ben conosciute per il loro effetto euforizzante. 

Il cioccolato contiene feniletilammina, (detto anche ormone del piacere), un oppiaceo naturale che il cervello produce quando ci si innamora, e che regala sensazioni di felicità e appagamento psicoattivo dalla struttura simile a quella delle Anfetamine. Il Triptofano (precursore della Serotonina e della Melatonina) ha proprietà ansiolitiche che proteggono le arterie dall’aterosclerosi. Il cioccolato ha poi la capacità di stimolare neurotrasmettitori come la Serotonina, le Endorfine e la Anandamide.

Proprietà del cioccolato

Una delle più interessanti proprietà del cioccolato da poco accertate, è la presenta di molecole che mimano le azioni dei cannabinoidi. I cannabinoidi sono stati usati in medicina per molti anni a scopo curativo per spasmi muscolari, glaucomi, nausea etc. Sono tutt’oggi usati, in alcuni casi, come antidepressivi, calmanti e rilassanti. Recentemente, uno studio intrapreso al Neurosciences Institute in San Diego, California, ha identificato un gruppo di componenti simili e biologicamente attivi nel cioccolato, il principale è l’anandamide, che interagisce con i recettori dei comuni cannabinoidi presenti nel cervello. Nel cioccolato, inoltre, sono stati individuati due componenti che ritardano l’inattivazione dell’anandamide.

Il cioccolato è a tutti gli effetti il miglior alimento anti-fatica e anti-stanchezza. Ricco di Magnesio, Fosforo, Ferro, Vitamine E, B1 e B2 è l’alimento più indicato per chi svolge un’attività fisica intensa. Inoltre è un eccellente fonte di Calorie. Grazie al contenuto di Magnesio e si qualifica come ottimo rimedio per combattere irritabilità, nervosismo e stress La Teobromina e la Caffeina presenti nel Cacao hanno la capacità di aumentare il livello di attenzione del cervello, promuovere la concentrazione, la prontezza dei riflessi e di ridurre il senso di stanchezza.

L’anandamide sembra essere in grado di stimolare le percezioni sensoriali inducendo euforia e senso di soddisfazione; in ogni caso, questa molecola non causa fenomeni di dipendenza: è stato stimato che un uomo di 60 kg dovrebbe ingerire circa 1 kg di cioccolato al giorno per subirne questo effetto! Tuttavia i livelli presenti nel cioccolato consentono a questa sostanza, di favorire una sensazione di benessere, di appagamento, di serenità senza provocare i sicuri danni della canapa indiana.

L’anandamide non fa parte delle vitamine, né degli acidi grassi essenziali. Si trova prevalentemente come componente presente nel sistema nervoso centrale e anche nel cioccolato, seppure in quantità minime.

I recettori ai quali l’anandamide può legarsi si trovano per lo più in aree del cervello responsabili della percezione e dell’elaborazione del pensiero, nonché del movimento. Si tratta degli stessi recettori ai quali si lega il principio attivo della marijuana (il tetraidrocannabinolo, THC), sostanza responsabile del suo effetto inebriante.

Poiché in 1 grammo di cioccolato si trovano solo da 0,5 a 90 µg di anandamide e due altre sostanze affini all’anandamide, la concentrazione è troppo bassa per provocare una reazione simile a quella della marijuana. Tuttavia non si può escludere che l’anandamide svolga un suo specifico ruolo nella netta sensazione di felicità provocata dal consumo di cioccolato.

Che cosa accomuna allora nella voglia di cioccolato, topi e maiali usati principalmente nella sperimentazione, tanto da dimenticare ogni altro interesse per il raggiungimento di una deliziosa beatitudine? La risposta è l’anandamide , una molecola che è un neurotrasmettitore recentemente scoperto che ha dimostrato di avere un parte importante nel dolore, nella depressione, nell'appetito, nella memoria, e nella sessualità. Il suo nome deriva da ananda , la parola sanscrita per "beatitudine".  La scoperta dell’Anandamide potrebbe portare allo sviluppo di una famiglia completamente nuova di farmaci terapeutici. La chimica dell’anandamide offre un insolito prospettiva dei processi che influenzano il comportamento umano a livello molecolare.

L'Anamdamide il recettore della beatitudine.

Le cellule nervose comunicano attraverso il rilascio di speciali neurotrasmettitori che sono delle molecole che vengono captate da altre cellule nervose sparse in diversi luoghi del nostro corpo, producendo sempre delle importanti reazioni, al termine delle quali la rimozione avviene tramite specifici Enzimi che bloccano (degradando e distruggendo)  le molecole dopo un certo periodo di tempo, in modo che la cellula nervosa può tornare al suo normale lavoro.

  • I farmaci che hanno un potente effetto sul sistema nervoso centrale spesso imitano molecole reagenti naturali. Ad esempio, la morfina è un potente antidolorifico che è stato La morfina agisce sul recettore miù dei neuroni gabaergici, inibendo i neuroni dell’Area Ventrale Tegmentale a cui conseguono vie dopaminergiche con effetto di maggior liberazione di dopamina e gratificazione che è funzione della aumentata trasmissione nervosa sul Nucleo Accumbens del sistema limbico.
  • TRASDUZIONE DEL SEGNALE NERVOSO:
    Tutti i recettori per gli oppiacei hanno una proteina G inibitoria che è attivata dal contatto del farmaco col recettore; la proteina G inibisce un enzima detto adenilato ciclasi con riduzione dell’AMPciclico; ne deriva, a seconda dei sistemi di trasduzione, una diversa risposta dalla interazione farmaco-recettore: 1) aumento della conduttanza al K+ con ingresso del Na+ e depolarizzazione di membrana; 2) riduzione della conduttanza al Ca++. Gli oppiodi dopo legame col recettore riducono l’attività dell’adenilciclasi, però dopo qualche giorno si sviluppa tolleranza con aumento dell’attività dell’adenilciclasi e possono modificare il flusso degli ioni Ca++ con loro deplezione e blocco del reuptake.

Gli inibitori della FAAH (enzima della sua degradazione) portano ad elevati livelli di anandamide e sono state studiati per il suo uso terapeutico poiché l’attività farmacologica attivata dall’anandamide non è solo quello di produrre beatitudine. Sembra che essa sia una sostanza che è presente in un grande gruppo di funzioni biologiche. 

Effetti dell'Anandamide

Elenchiamo qui di seguito alcuni di esse: 

  1. Effetto sulla memoria. Anandamide ha dimostrato di essere implicati nella memoria di lavoro. Questa molecola è sintetizzata enzimaticamente in aree del cervello che sono importanti nella gestione della memoria, dei processi di pensiero più elevati, e nel supporto delle zone che controllano il movimento. Alcune evidenze biochimiche suggeriscono che l'anandamide svolge un ruolo importante nell’attivazione e nell’inibizione delle connessioni neurali di breve termine. Studi sugli animali suggeriscono che l'anandamide induce disattenzione. Le sostanze favoriscono il legarsi dell’anandamide al suoi recettori potrebbero essere usati per assistere la perdita di memoria. 
  2. L’anandamide è importante per il rafforzarsi del legame tra madre ed embrione  oltre che per garantire l'impianto dell'embrione nella sua fase iniziale nell'utero. Esso agisce come un messaggero chimico tra l'embrione e l'utero durante l'impianto dell'embrione nella parete uterina favorendo così, una delle prime e più importanti comunicazioni che si verificano tra madre e figlio; i cannabinoidi esogeni invece, come il THC possono interferire con le prime fasi della gravidanza umana. 
  3. Effetto anti psicotico  come compensazione del consumo pesante di cannabis che in passato era stato collegato alla diagnosi di psicosi, inducendo i ricercatori a cercare un collegamento tra il sistema cannabinoide naturale del cervello e la schizofrenia. Si è scoperto che le persone che hanno subito attacchi psicotici rilasciano alti livelli di anandamide, e vi è una teoria che dice che questo processo  potrebbe essere utilizzato per aiutare a controllare e superare le crisi. Questa intuizione si basa sul fatto che le persone con i sintomi più gravi, possono non essere in grado di produrre sufficiente anandamide per prevenire o inibire gli attacchi nevrotici. 
  4. L’anandamide è importante anche per altri effetti  come nella regolazione del comportamento alimentare, e per la generazione neurale della motivazione e del piacere. Entrambi i cannabinoidi esogeni come anandamide e il THC fanno aumentare il desiderio e l'assunzione di cibo negli animali e nell'uomo. Inoltre, l'anandamide iniettato direttamente nei pressi della struttura cerebrale del nucleo del proencefalo aumenta le risposte di piacere e di gratificazione dei ratti per la ricerca del saccarosio e migliora ugualmente la gratificazione nell'assunzione di cibo. Sono in corso studi per verificare il ruolo che l'anandamide può avere nei confronti del comportamento umano, come e quando mangiare e ugualmente nelle abitudini del sonno, e per il sollievo dal dolore.  L’anandamide si trova in quantità sicure e sufficienti nel il cioccolato! Meglio nelle bacche naturali del cacao (Theobroma cacao fermentato), ma ciò che aumenta il suo effetto è la presenza di altre sostanze chimiche (probabilmente alcuni inibitori dell'enzima FAAH) nello stesso cioccolato tali da inibire la degradazione naturale di anadamide. Ciò significa che l'anandamide naturale (o anandamide introdotto) può restare più a lungo, ci fa sentire bene più a lungo, quando si mangia cioccolato. Non di meno, più ricerca deve essere fatto per comprendere gli effetti del cioccolato sul cervello. 

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Aprile 2013 09:20  

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