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Matisse e la margheritina

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Edward Bach | Giardino | omeopatia

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La pratolina veniva utilizzata per le sue virtù depurative e diuretiche in casi di insufficienza epatica e renale.

 

Classificazione scientifica

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Genere: Bellis
Specie: Bellis perennis

 

Parti usate: parte aerea e fiori.

Raccolta: al momento della fioritura.

Bellis perennis - Utilizzo

La Bellis perennis contiene un olio essenziale, tannini, resine.
Per uso interno si usano i fiori o la parte aerea della pianta in infuso come regolatore dell'intestino, per stimolare la diuresi e depurare l'organismo..
Per uso esterno in infuso o succo come lenitivo della cute e astringente.
Le foglie tenere si possono aggiungere alla insalate.

Componenti:

acido ascorbico, malico, fumarico, tartarico, caffeico, acetico e ossalico, resine, olio essenziale, oli grassi, zuccheri, tannini, un principio amaro, inulina, mucillagini, polline, una saponina. Nella bellis perennis troviamo i componenti tipici di tutte le composite,  si suppone perciò che le proprietà che le vennero attribuite nel corso dei secoli possano essere confermate.
La bellis perennis (Margherita comune), anche detta pratolina o margheritina, è il classico fiore molto diffuso in Europa nei prati, ha il caratteristico fiore con i petali bianchi e al centro è giallo, la sua altezza non supera i 10 centimetri. Le proprietà della Bellis perennis sono Diuretiche, depurative, antiinfiammatorie, diaforetiche, leggermente lassative, astringenti.

Pianta fresca: sedativa, emolliente;

Fiori: astringente, diuretica, oftalmica, diaforetica.

 

Usi in fitoterapia

Conosciuta fin dal Rinascimento, le sue proprietà medicinali furono trascurate, in Germania, sino al XVIII secolo, perché ritenute, a torto, abortive. La pratolina è una specie bechica delle antiche Farmacopee; se ne faceva uso contro le pleuriti “a frigore” e contro catarri bronchiali, avendo proprietà espettoranti,  ed in genere contro le malattie infiammatorie di gola e bocca, come collutorio; a tale scopo si preparava un infuso di fiori e foglie. Per le sue proprietà antinfiammatorie alcuni autori riportano un utilizzo anche in casi di reumatismi e di gotta. La pratolina veniva anche utilizzata per le sue virtù depurative e diuretiche in casi di insufficienza epatica e renale. Si riporta inoltre un uso in miscela col tarassaco e la fumaria per curare l’atonia del fegato. Infine per approfittare  delle virtù toniche ed equilibranti della pianta le foglie venivano mangiate in insalata, mentre un tè di pratolina bevuto tre volte al giorno, lontano dai pasti, era ritenuto un ottimo ricostituente per bambini gracili o con difficoltà di crescita.

 

Uso in omeopatia e nelle patologie da trauma

Bellis perennis è un rimedio  traumatologico e  dissolvente delle ecchimosi. Deve, probabilmente, la sua azione antitraumatica a dei derivati poliacetilenici, le  poliine, presenti in molte speci della famiglia delle Composite a cui appartengono, oltre che bellis perennis, anche altre speci aventi grande applicazione nei traumi (Arnica, Calendula). Essa agisce sulle fibre muscolari dei vasi sanguigni, perciò è indicata in casi di congestione venosa dovuta  a cause meccaniche; è caratterizzata da un particolare tropismo per i tessuti profondi (muscoli, ghiandole mammarie, pareti addominali, pelvi). La sua azione è sia acuta che cronica.

  • Ecchimosi.
  • In seguito a traumi di varia natura.
  • Distorsioni.
  • Lussazioni.
  • Ematomi e traumi al seno o al petto.
  • Insonnia mattutina, risveglio di prima mattina con difficoltà o impossibolità a riaddormentarsi.
  • Vertigini, specialmente negli anziani.
  • Ematomi e gonfiore.
  • Acne, brufoli, eruzioni cutanee.
  • Dolori muscolari e articolari, anche tendinei.
  • Dolore alla bassa coscia.
  • Vene varicose, specialmente in gravidanza.
  • Dolore all'addome e all'utero.
  • Prurito al cuoi capelluto, voglia impellente di grattarsi.
  • Mal di testa e cefalea occipitale.

 

Profilo valorizzato di Bellis Perennis

  • Segni eziologici unicamente acquisiti.
  • Astenia intensa: è talmente stanco che desidera rimanere a letto.
  • Sensazione di stanchezza o di ammaccamento generale.
  • Insonnia dopo le tre del mattino: la stanchezza gli impedisce di riaddormentarsi.
  • Amenorrea dopo un raffreddamento se si ha avuto caldo, con dolori pelvici o cefalea.
  • Migliora con il riposo; è aggravato dal tatto e dal freddo.
  • Congestione venosa post-traumatica (a livello degli organi di elettività) con sensazione locale di contusione.
  • Ecchimosi molto sensibili al tatto.
  • Ingorgo persistente di una ghiandola mammaria dopo un trauma.
  • Dolore lancinante o puntorio e sensazione di pienezza a livello della regione splenica (lateralità sinistra)

 

Segni regionali maggiori

  • Testa. Vertigine in persone anziane. Cefalea occipitale con irradiazione al vertice della testa. La fronte si sente contratta.
  • Indolenzimento contusivo. (Stasi cerebrale)
  • Addome. Sensazione di contusione delle pareti addominali e dell’utero. Disturbi digestivi dovuti a bevande o a cibi freddi, assunti quando il corpo è accaldato. Diarrea gialla, indolore, odore nauseante, peggiora di notte. Fitte nella milza, dolente e spesso ingrossata (Ceanothus). Gonfiore e sensazione di pienezza.
  • Apparato cardio-circolatorio. Stasi circolatoria (gravidanza, posizione erette prolungata). Vene varicose con sensazione contusiva dolente.
  • Apparato genitale femminile.  Mammelle e utero congestionati. Vene varicose in gravidanza. Incapacità di camminare durante la gravidanza. Muscoli addaminali deboli. L’utero si sente dolente, come se spremuto. Cancro del seno in seguito a trauma.
  • Apparato genitale maschile. Sensazione di contusione e di dolenzia nella regione pelvica, che si irradia agli arti inferiori. Effetti nocivi da masturbazione. 
  • Apparato locomotore. Articolazioni dolenti, senso di contusione muscolare. Reumatismi in  “vecchi lavoratori”. Gotta. Distorsioni con forte sensazione di contusione. Sensazione di polso compresso come da una benda elastica attorno all’articolazione. Lussazioni, traumi sacro-coccigei, microtraumi della colonna vertebrale. Spina dorsale a ferrovia.
  • Pelle - Foruncoli ovunque. Ecchimosi molto sensibili al tatto. Acne. “Naevus maternus” (uso esterno). Pruriro sulla schiena e sulla fascia flessoria delle cosce. Non altera le secrezioni.
  • Sonno - Insonnia dopo le tre del mattino.

 

Floriterapia

La dottoressa Eileen Nauman ha svolto, a partire dal 1993, uno studio su Essenze Naturali, da lei stessa preparate con piante e fiori coltivati nella sua tenuta, in Arizona. Tale  ricerca ha avuto origine dal fatto che la dottoressa non era soddisfatta dei risultati ottenuti con i fiori di Bach, allora ha cominciato a sperimentale lei stessa nuovi rimedi, successivamente testati su un gruppo di volontari sani, che assumevano per 1 o 2 settimane, ogni giorno, una essenza sconosciuta e registravano i sintomi comparsi a partire dall’inizio del “proving”. Queste essenze sono preparate secondo la  tradizione dell’originale formula del dr. Bach: sono preparate a mano, con brandy, acqua di fonte ed un infuso di fiori, o gemme, o arbusti. Come per l’Omeopatia, per la prescrizione di una essenza si segue la legge del “similia similibus curentur”; la sfera di azione di questi rimedi è fisica, mentale ed emozionale, e possono essere assunti contemporaneamente ad un trattamento omeopatico, in quanto perfettamente compatibili.

 

Principali aspetti 

  • Campo mentale: i nostri pensieri e le nostre percezioni sono vincolate alla capacità di superare stati di shock o trauma, soprattutto in casi di shock cardiaco. È in grado di tenere la persona “unita” in casi di emergenza o crisi. Può essere utile per rigonfiamenti di qualunque tipo di tessuto. Buono per trauma alla testa o per shock, fisico, mentale, emozionale o spirituale. La circolazione sanguigna, in generale, ne trarrà beneficio.

 

Tipologia del soggetto

  • Stati isterici causati da  brutte notizie oppure da esperienze traumatiche. Famigliari di vittime di guerra o di qualunque tipo di violenza.

 

Simbolo

  • Ruolo protettivo, che tende a ristabilire un equilibrio. Questa caratteristica la si nota anche osservando il fiore; l’involucro assomiglia ad una coppa che sostiene e protegge i numerosi e delicati petali, racchiude l’energia e la convoglia verso una via di sfogo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Agosto 2011 16:53  

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