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Home Lezioni Erboristeria Fisiognomica in Erboristeria L'arca di Noè delle emozioni - La corazza degli animali

L'arca di Noè delle emozioni - La corazza degli animali

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memoria | personalità | simboli

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Indice
L'arca di Noè delle emozioni
Interpretazione dell'arca degli animali in Fisiognomica
Prevalenza di un lato del viso
Gli animali impuri
Gli animali addomesticati
Gli animali feroci
Il controllo degli animali, pulsioni
La gabbia per gli animali
Gli animali di compagnia
Gli animali nascosti
Gli animali disorientati
La corazza degli animali
Tutte le pagine

La corazza degli animali

TIZI_nw

In questo disegno ci sono due principali osservazioni da fare:
1. Gli animali sono disegnati tutti all'interno dell'Arca, che se osserviamo bene sembra una culla (protezione), ma anche un contenitore (prigione) da cui gli animali (emozioni) non debbono scappare/uscire.

2. Prevalgono degli animali molto particolari, dotati di una notevole protezione (corazza): l'armadillo, il rinoceronte, la tarataruga, le squame del serpente e della lucertola, ma anche le piume del gufo.... Il GATTINO al centro probabilmente rappresenta il proprio IO orignario in una età o ambiente felice come quello della fanciulezza.
Ciascuna emozione, se sperimentata e vissuta pienamente, è la chiave di una forza archetipica dentro di noi. Se ci chiudiamo a un sentimento che crediamo essere negativo o immaturo per noi, ci chiudiamo anche a quella potenza. Ad esempio, nella nostra Vita manca la capacità di essere chiari e entrare nella comprensione, la disposizione a prendere rischi e dunque, di conseguenza sperimentare regioni nuove e sconosciute, oppure la capacità di abbandonarci, per far aprire nuovamente il nostro cuore.

TIZI_FACCIA

GENESI DELLA CORAZZA PER W- REICH.
Come e perchè si forma la corazza? Come può un bambino pieno di Vita ed aperto verso il mondo trasformarsi in un adulto rigido, ansioso, vuoto, piatto, nevrotico, rassegnato ed incapace di trarre il minimo piacere genuino dalla Vita?
La risposta è molto semplice.
Tutti noi proviamo disagio quando entriamo in contatto con persone indurite, chiuse, moraleggianti che ci impediscono di soddisfare i nostri bisogni naturali.
Per un bambino è molto più penoso e doloroso che per un adulto trovarsi in situazioni di questo tipo. Ad esempio se lo sguardo della madre è assente, ostile, indifferente o perennemente ansioso, lui non può fare altro che cercare di proteggersi dal senso di angoscia e di solitudine che è in grado di avvertire in modo così pieno e totale. E lo farà inibendo la sua spontaneità, dimostrando scarso interesse per il mondo che lo circonda, inibendo la rabbia che insorge come naturale reazione alla frustrazione, cercherà di diminuire il più possibile l'intensità delle proprie sensazioni, del proprio dolore, oppure manifesterà un comportamento esageratamente attivo, aggressivo, "disubbidiente" - " questo bambino mi fa disperare, non sta fermo un solo istante !"
Avremo, così, tutta una serie di atteggiamenti muscolari cronici che andranno a formare il nucleo della corazza - contrazione del torace e del diaframma, del collo, delle spalle, della zona anale e di quella pelvica.
Provando a contrarre uno qualsiasi di questi gruppi muscolari ci si può facilmente rendere conto di che cosa si sta parlando.
Gli occhi appariranno velati, assenti, perennemente tristi, o ansiosi, o alteri e sprezzanti. Oppure il bambino non "vedrà" gli oggetti e andrà spesso a sbattervi contro. Con gli occhi si guarda il mondo e si entra in relazione con esso. Ma se il mondo che accoglie il bambino è troppo brutto ed angosciante per lui, che cos'altro puù fare se non cercare di guardarlo e vederlo il meno possibile?
Reich è stato in grado di stabilire che la contrazione muscolare cronica ed involontaria ha la sua contropartita in un atteggiamento caratteriale. Sono le classiche due facce della stessa medaglia. Una non può esistere senza l'altra.

Immagine 10




 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2009 21:52