Erba TiSana

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Profumi VI Lezione

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Indice
Profumi VI Lezione
COCO CHANEL
FAMIGLIE OLFATTIVE
LE NOTE DI CUOIO
LA NOTA TABACCO
PROFUMI FAMOSI
Tutte le pagine

La diffusione dei profumi avvenne essenzialmente seguendo la tendenza igienista che peraltro si conferma fino al XIX° secolo con la comparsa di trattati sul savoir-vivre e sull’igiene

che vantano le virtù dei bagni, benefici per la salute e per la pelle. L’igiene è in effetti, in questa società fortemente influenzata dalla borghesia ambiziosa, il simbolo della purezza d’animo e della virtù.

Dal Rinascimento alla prima metà del XIX° secolo, si ricorre alla profumeria secca per usi diversi: polveri per sacchetti, per il viso, per la parrucca, commercializzata alla rinfusa in grandi scatole dai decori raffinati.
La profumeria riceve un colpo disastroso nel periodo appena successivo alla Rivoluzione francese, poiché si desiderava spazzare via tutto ciò che ricordava la Corte di Luigi XVI, malgrado la creazione di profumi dai nomi evocativi: profumo alla Ghigliottina, alla Nazione…

Ma dopo pochi anni, una frenesia di lusso e di piacere si impossessa della società. La Parigi dei Muscadins, dalla tenuta stravagante, pazzi per il muschio, lo zibetto, per la noce moscata e le Merveilleuses, dalle esibizioni estroverse e ispirate ai costumi greci, diventa la capitale della moda. Con l’abolizione degli editti di categoria e liberalizzando il commercio, la Rivoluzione francese permette al XIX secolo di segnare una tappa decisiva nella produzione del profumo.
Sotto l’Impero, mentre Giuseppina adotta gli aromi esotici (vaniglia, garofano, cannella), Napoleone preferisce l’Eau de Cologne per le frizioni.

Non è un caso che l’Acqua di Colonia, essenza delicata famosa in tutto il mondo, si chiami proprio così. La sua storia ha origine, infatti, proprio dall’affascinante città tedesca sulle rive del Reno ed inizia con un “c’era una volta un maestro profumiere di origine italiana...” chiamato Giovanni Maria Farina. Esperto di essenze Farina portò con sé dal Piemonte i segreti della distillazione e il genio creativo che gli fecero mischiare nel 1709 le fragranze di limone, bergamotto, arancio, mandarino, limetta, cedro e pompelmo, ottenendo come risultato un profumo leggero ma inconfondibile. 

Trasferitosi a Colonia, Giovanni Maria si mise al lavoro per dare vita a questa essenza unica, a base di olio di bergamotto, che battezzò con il nome della sua nuova città. Questa fragranza avrebbe conosciuto presto un successo strabiliante in tutte le corti europee...

Dopo qualche decennio, l'Acqua di Colonia è ovunque. Imitata, copiata, falsificata, non assomiglia più alla sua versione originale creata dal profumaio di origine italiana. Ormai "Acqua di Colonia" è un termine generico, usato per definire tutte le composizioni meno concentrate rispetto all'Eau de Parfum e all'Eau de Toilette...

All’inizio del XIX secolo, Jean-Marie Farina, erede del fondatore della famosa maison e della formula, si installa a Parigi e diventa fornitore accreditato presso l’imperatore Napoleone I. Nel 1840, cede la sua attività a Léonce Collas che la rivende nel 1862 ai signori Roger e Gallet che continuano a commercializzare la famosa Eau de Cologne.
Guerlain entra in scena nel 1828 da quando Pierre François Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi. Vi presenta eaux de toilette, preparazioni termali, saponi, creme saponine, pomate di ogni tipo. Molto presto, la reputazione della boutique è tale che uomini e donne eleganti vi si avvicinano. Compaiono nuovi nomi nell’universo profumato: Edouard PinaudBourjoisMolinard.

Dall’inizio del XIX secolo, i ricercatori cominciano ad isolare in natura delle molecole olfattivamente interessanti, per inventare in seguito prodotti chimici senza uguali nella natura. La sintesi dell’urea da parte di Woeler nel 1828 segna l’inizio della chimica organica, di importanza fondamentale nell’evoluzione della profumeria. Compaiono prodotti di sintesi con nuove caratteristiche, frutto delle ricerche condotte nei laboratori di potenti industrie chimiche in Europa e negli Stati Uniti.
Poco a poco i prezzi di questi nuovi prodotti diventano abbordabili. Sono uniti ai prodotti naturali, apportando note inedite alle nuove composizioni.

Fra i primi prodotti che utilizzano i prodotti di sintesi: Fougère Royale d’Houbigant nel 1882, che contiene cumarina sintetizzata nel 1868; Jicky de Guerlain nel 1889 che utilizza lavanda e vanillina. 
Alla fine del XIX secolo i profumi voluttuosi impongono i loro aromi di patchouli, di muschio o di eliotropio di cui si impregnano pellicce e scialli e tessuti provenienti da luoghi esotici.
Alla fine del XIX secolo il profumiere londinese Eugene Rimmel fa compiere un nuovo passo in avanti nell’arte del profumo proponendo di dividere gli aromi in diciotto gruppi, allo scopo di facilitare la classificazione degli odori.

 

  


 

COCO CHANEL

Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, è stata una celebre stilista francese, capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.
Lo stile di Chanel è rivoluzionario per gli anni venti: crea infatti non solo nuovi abiti e nuovi marchi, ma un intero nuovo stile di vita. Le sue creazioni di questo periodo erano particolarmente in contrasto con quelle della belle époque, allora in gran voga: i suoi modelli erano minimalisti, informali e mascolini, ad esempio non prevedevano corsetti.

Era il 1921 quando Coco Chanel commissionò quello che sarebbe diventato il profumo più celebrato di tutti i tempi. Stiamo parlando di Chanel N°5, quel mix di essenze naturali e sintetiche che si è imposta immediatamente sul mercato. Fino a quel momento non esistevano  profumi composti anche da una parte di sintesi, in questo caso sono ottanta le essenze presenti, tra bergamotto, gelsomino, rosa, mughetto e molte altre.

A realizzarlo fu il chimico Ernest Beaux che tentò di dare vita alle richieste di Coco, una fragranza che non fosse riconducibile ad un solo fiore, ma una realizzazione di classe, quasi capace di confondere l’olfatto, per guidarlo verso la  scia dell’eleganza. Effettivamente il chimico, meglio detto il “naso” (così si chiamano tecnicamente gli ideatori dei profumi) riuscì, rendendo indissolubile il nome di questo profumo dal mondo dello spettacolo, ed in alcuni casi del mito.

Nel 1923 uscì  il famoso profumo Chanel No.5,  in una tipica bottiglia Art Deco. Fu il primo profumo a portare il nome di uno stilista e divenne in seguito il profumo più famoso del mondo, reso ancor più leggendario negli anni 50-60 da Marilyn Monroe, che dichiarò alla stampa di utilizzarlo come 'pigiama'.

Interpretando in concreto lo spirito modernista dell'epoca, Gabrielle si prefigge una nuova immagine di donna, liberata e indipendente dagli uomini: una donna libera e rivoluzionaria, moderna e all'avanguardia.
Coco Chanel ha saputo dar voce al bisogno di un'effettiva riforma sociale del ruolo e dello stile di vita delle donne della sua epoca. Donne che mentre i mariti e i padri erano al fronte avevano dovuto lavorare, e avevano goduto di un'indipendenza prima sconosciuta. 
Donne che avevano anche cominciato a praticare degli sport, e che esigevano praticità e  funzionalità nel vestiario, senza rinunciare alle seducenti qualità comunque  richieste da una toilette femminile. 
Il suo stile è passato alla storia come sinonimo di eleganza, raffinatezza e modernità unita al comfort. Una cosa che è importante ricordare è che Coco è stata  una delle prime donne a indossare i pantaloni.

      



 

FAMIGLIE OLFATTIVE

Secondo le note profumate, i profumi possono essere suddivisi in cinque famiglie principali: agrumati, aromatici, floreali, orientali e cipriati.

1. Agrumati.   Questi profumi sono composti dagli olii essenziali estratti dai frutti di agrumi (limone, arancia amara). Quelli classici non contengono nessun agente fissatore, così essi sono molto volatili. Un prodotto tipico della Calabria, il bergamotto, la cui essenza fu estratta la prima volta a Bergamo, è sempre presente nelle classiche "acque di Colonia", ed ha una funzione rinfrescante.

2. Aromatici.   Il profumo del tabacco può essere incluso in questa famiglia. Le foglie del tabacco con le loro note calde sono usate in profumeria: alcune composizioni sono dolci, con profumo di miele; altri motivi sono freschi, aspri e con profumo di spezie.

Le fragranze correlate alla felce contengono estratto di muschio di quercia, olii di lavanda e bergamotto. Il prodotto classico ha un profumo fresco e aspro, mentre quelli moderni hanno profumi dolci e floreali, ottenuti aggiungendo fragranze legnose e floreali.

Un altro gruppo contiene olio di lavanda che è la parte principale delle acque di lavanda. Profumi legnosi o aromatici sono usati come agenti fissatori, generando varietà dolci o speziate.

3. Floreali.  Alcune tipiche composizioni di basi rappresentano profumi di un singolo fiore, per esempio: rosa, mimosa, narciso e tuberosa. L'aggiunta di altri profumi permette di ottenere fragranze fresche e fruttate (mela, ananas), sportive e aspre (agrumi), dolci ed esotiche (vaniglia, orchidea).

I cosiddetti "aldeidati" appartengono a questa famiglia. La maggior parte dei profumi floreali odorano di rosa, gelsomino, mughetto e ylang-ylang. Le moderne composizioni di fantasia sono state realizzate soltanto grazie alla presenza delle aldeidi.

4. Orientali.  Questi prodotti contengono estratti  speziati, quali pepe, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, zenzero, coriandolo e timo. Il fissaggio è effettuato usando aromi legnosi, muschiati, di cuoio, ambrati o floreali.

5. Cipriati. Questo nome deriva da Cipro, l'isola dove il muschio era barattato nei tempi antichi. Una caratteristica comune di tutti questi profumi è l'uso dell'estratto di muschio di quercia, da solo o con olio di bergamotto. Esistono molte variazioni: i prodotti classici contengono olio di pino, cuoio e profumi orientali. La presenza di essenze floreali intensifica gli aromi muschiati.

La fragranza di legni esotici, comprendente corteccia e radice, prevale in altre composizioni. I profumi legnosi possono risultare freschi, aspri o amari, ma anche caldi mescolando muschio o incenso. E' anche possibile aggiungere essenza di cedro oppure olii di sandalo, vetiver e patchouli.

Un altro gruppo di fragranze ricorda i più fini prodotti di cuoio. Un tono fresco può essere conferito a questi preparati aggiungendo essenze agrumate, speziate o dolci.

 


 

LE NOTE DI CUOIO

Le note olfattive denominate “Cuoio” possono considerarsi patrimonio storico della profumeria. Infatti le prime note cuoio provenivano da un processo di infusione dei ritagli di pellame ripresi dai Maestri Guantai Profumieri di Grasse, che avevano lanciato attorno al 1600 la moda del cuoio profumato. All’epoca si indossavano “pelli odorose” di unguenti profumati: gilet, farsetti, calzature, cinture, cofanetti, ventagli, ma soprattutto guanti. La concia del cuoio (trattamento al quale si sottopongono le pelli al fine di conservarle e lavorarle) veniva fatta grazie alla corteccia di betulla, molto ricca di tannino.

Fino al 1960 essa era molto di moda e veniva utilizzata nei profumi femminili e maschili, apportando carattere, forza ed un rigoroso taglio quasi ”militare” alle composizioni. Una delle prime fragranze di successo a presentare la nota cuoio fu Cuir de Russie di Chanel, composto nel 1924 da Ernest Beaux. Erano gli anni della prima emancipazione femminile e queste sfumature così “importanti”, disinibite e decise, ben sottolineavano l’immagine di una nuova femminilità.

Ma come si può dare alla luce oggi l’odore secco, intenso, con sfumature affumicate del cuoio? Stranamente non con materiali di origine animale, ma bensì vegetale. E’ proprio la caratteristica odorosa della corteccia di betulla a definire i parametri olfattivi della tonalità. Così ritroviamo l’essenza di cisto laudano, il costus, il rizoma di Calamus (già utilizzato dagli antichi Egizi nella preparazione del kyphi e lo styrax, una resina prodotta da un arbusto che cresce spontaneamente nel sud est della penisola anatolica (Turchia). Tra le note sintetiche, l’Isobutiquinoleina (IBQ). Inoltre molte riproduzioni , che permettono di conferire alle composizioni inflessioni più vellutate, che ricreano le sensazioni della pelle scamosciata. Anche le note tabacco sono spesso associate alla sfaccettatura cuoio.


 

LA NOTA TABACCO

Il profumo di Tabacco é estratto dalle foglie fermentate della pianta.

Il tabacco é una pianta "magica" il cui uso rituale risale all'antichità  in America ma anche, stranamente, in Egitto dove é stato trovato in alcune tombe di faraoni. Possiede straordinarie proprietà  terapeutiche per l'aromaterapia, diluito in olio da massaggio (0,1%) stimola la circolazione locale e scioglie le tensioni muscolari. Tuttavia il suo interesse e il suo successo risiede più nel suo effetto sulla psiche e sull'energia vitale.

In psico-aromaterapia l'odore del profumo di tabacco trasmette calore e benessere e conferisce forza senza tuttavia incalzare (D. Kramer). In effetti, l'aroma di Tabacco é preso in considerazione per le persone che hanno abusato dalle proprie forze al punto di essersi svuotati di energia fisica e psichica, che vedono ogni lavoro quotidiano come un ostacolo insormontabile, troppo stanchi anche per rallegrarsi, desiderando soltanto dormire il più possibile, avendo perso qualsiasi motivazione di fare.

L'aroma del Tabacco possiede un fascino virile di forza sensuale e piacerà  alle donne che amano indossare fragranze maschili. Conferisce attrazione e carisma a chi lo indossa e il sentimento di fiducia in se che scaturisce dalla certezza della propria forza interiore.

Tabacco evoca l’atmosfera di una birreria parigina, ma in cuor suo è una fragranza individualista, adatta a persone conviviali e magari anche un po’ ombrose e romantiche. L’essenza viene di solito mescolata ad altre come quella legnosa dell’olio di cascarilla cubana, aghi di pino, salvia, fava tonka e patchouli dà corpo a una miscela molto secca che definire mascolina sarebbe riduttivo. La sua anima old fashioned evoca l’avvento di una nuova genìa di uomini tutti d’un pezzo come quelli che c’erano una volta e che poi han perso lo stampo. Abdes Salaam Attar Compositore Profumiere

 

 


 

PROFUMI FAMOSI

Shalimar in sanscrito significa "reggia dell'amore" ed è un omaggio alla passione tra l'imperatore Shah Jahan e la sua amata Mumtaz Mahal, che morì in giovane età. La culla del loro amore erano i giardini di Shalimar, nella regione del Kashmir, in India. Jacques Guerlain rimase talmente affascinato da questa storia d'amore del 17° secolo che decise di dedicare ad essa un profumo: Shalimar. Esso unisce note di vaniglia con fava tonka, rosa di maggio ed iris. L'accordo inconfondibile di vaniglia e fava tonka è chiamato "Guerlinade" ed è caro alla famiglia Guerlain.

Il profumo destinato a diventare il più caro al mondo, secondo uno slogan dell'epoca era nato: un inno alla gioia di vivere, persino in piena depressione economica. Joy di Jean Patou fu immaginato con l'idea del lusso ed annunciato con una lettera personale alle sue clienti americane, rovinate dalla crisi finanziaria di Wall Street del 1929. Era inteso come un invito alla speranza per il futuro.

La signora dei profumi, Estée Lauder , creò una fragranza orientale speziata, Youth Dew, il primo capolavoro della profumeria americana. Grazie al suo stile tenero, caldo e sexy, Youth Dew era il profumo preferito da Joan Crawford, una celebrità degli anni '50.

 

DI SEGUITO LE DIAPOSITIVE DELLA SESTA LEZIONE

Scarica e installa Adobe Acrobat Reader
per visualizzare i documenti in formato pdf.

Scarica Adobe Acrobat Reader
Allegati:
Scarica questo file (sesta lezone.pdf)sesta lezone.pdf[Diapositive lezione]1291 Kb

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Gennaio 2011 18:58  

escort bayan muğla aydın escort bayan escort bayan anakkale balıkesir escort bayan escort tekirdağ bayan escort bayan gebze escort bayan mersin buca escort bayan edirne escort bayan