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LAPACHO, TABEBUIA, PAO D'ARCO

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L'infuso di Tabebuia dalle incredibili proprietà

Nome botanico: Tabebuia avellaneda, T. ímpetiginosa, Tecoma curialis

Nome etnico: Ipe Roxo, Lapacho, Tabebuia ipe, Tahuari, Taheebo, Tajy

Proprietà/Azioni: Immunostimolante, Antinfiammatorio, Antireumatico, Fungicida, Antibatterico, Antimutageno, Anticarcinomico, Antivirale, Battericida, Lassativo, Analgesico, Antimicrobico, Antiparassitario, Contro neoplasia, leucemia, bronchite, patologie febbrili, asma, patologie gastriche, dolori in generale, reuma, eczemi, infezioni da fungo, come rinforzo delle difese immunitarie, per purificare il sangue, per rimuovere le scorie, disintossicare e altro ancora.

Effetti collaterali: Reazioni allergiche in caso di allergia al legno. Dosaggi eccessivi possono procurare evidenti arrossamenti cutanei, intervenire, dunque, diminuendo la dose, fertilità, energia, tiroide, muscolatura, vista, principi attivi.

I fitochimici includono: alluminio, antrachinoni, acido ascorbico, cenere, beta-carotene, beta-sitosterolo, calcio, carboidrati, cromo, acido crisofanico, cobalto, deidro-alfa-lapachone, deidroisolapachone, deidrotectolo, grasso, fibra, ferro, magnesio, manganese, naftochinoni, niacina, fosforo, potassio, proteine, riboflavina, selenio, silicio, sodio, tiamina, stagno, zinco, sistema immunitario, allergie ed infiammazioni.

Informazioni per l’assunzione di Lapacho: Dosaggio: Un litro di tè o 2-3 capsule al giorno

Principi attivi: Olio di Lapacho, xilodoina, olio beta-lapacho, cumarina, saponina, flavonoidi, calcio, bario, cromo, ferro, potassio, cobalto, rame, magnesio, azoto, nicke, fosforo, argento, silicio, stronzio, zinco e germanio e altri ancora

Somministrazione: Tè, capsule, polvere, estratti fluidi/in polvere, fiale

L’Infuso di Lapacho è uno dei più antichi e stimati rimedi naturali del Sud America.

Il suo spettro d'applicazione è quasi illimitato. Lo si beve soprattutto freddo come rinfrescante.

In infuso, con quel suo gusto delicatamente affumicato e la sua nuance alla vaniglia, non è solo un ottimo dissetante e rinfrescante, ma è davvero fonte di buona salute!

L’albero di Lapacho è originario di vaste zone dell'america meridionale e centrale. Il suo legno è molto duro e sin dalla più antica tradizione lo si adoperava per le costruzioni degli archi. Da qui il suo nome, forse più famoso, di 'Pau D'Arco", che significa legno per arco. Oltre che per le costruzioni degli archi il legno del Lapacho, è chiamato anche “quercia sudamericana", è adatto a quasi tutte le esigenze di lavorazione. Forse il Lapacho è stato uno dei primi beni naturali ad essere sottoposto a regolamentazione per uno sfruttamento accorto delle risorse naturali.

Fortunatamente in questo caso non si deve temere che sia una specie a rischio. Per ottenere la corteccia, infatti, non è necessario distruggere l’albero, ma è sufficiente effettuare la raccolta raschiando via la corteccia 1-2 volte all'anno. Entro brevissimo tempo si forma una nuova corteccia, come accade per l'albero del sughero. La parte dura del legno, inoltre, è al sicuro da parassiti e insetti nocivi anche senza la sua spessa corteccia di copertura, premessa davvero importante per un utilizzo incruento dell'albero.

Ricerche scientifiche ripetute hanno dimostrato che l'albero rimane quasi completamente privo di organismi nocivi per tutta la durata della vita, esso può raggiungere tranquillamente i 30-40 metri d'altezza e vivere per più di 120 anni. Una volta morto, diventa poi un'opulenta dimora per formiche e termiti.

Ci sono molti racconti relativi all'albero, al suo utilizzo e alla sua storia, ma desidero citare un uomo che ha riservato al Lapacho un posto speciale nella medicina classica. Si tratta del medico Dr. Theodoro Meyer. La sua esperienza ebbe inizio probabilmente con l'incontro degli Indios Guarani. Presso questa tribù l'insorgenza delle malattie era semplicemente sporadica e venivano raggiunte età di molto superiori alla media (circa 120 anni e più!). Meyer venne invogliato a ricercarne la spiegazione e casualmente scoprì che l'infuso di Lapacho era la bevanda basilare della tribù; ragionevolmente era anche la causa di eventi tanto straordinari.

Perché l'infuso di Lapacho ha un effetto tanto benefico?

È la fede che smuove le montagne, o forse una qualche sostanza prodigiosa?

Assolutamente no, niente di tutto ciò, la sua azione sulla nostra salute è comprensibile se si osserva contenuta in questa prodigiosa pianta?

Nei canali di trasporto del tronco è presente il famoso olio di Lapacho, che divenne famoso all'inizio degli anni novanta come rimedio prodigioso contro il cancro. Quest'olio è la sostanza estratta dal Lapacho e attualmente meglio esaminata. Si tratta un chinone capace di ostacolare efficacemente infiammazioni e tumori, che svolge un'attività prettamente antivirale contro gli agenti patogeni della polio, contro l'herpes simplex tipo 1 e 2 e contro molti ceppi virali influenzali. Inoltre rimargina le ferite, piaghe e contrasta le ulcere gastriche e duodenali dovute, per esempio, allo stress. Spesso l'olio di Lapacho è anche un delicato lenitivo del dolore in patologie neoplastiche.

Questa è naturalmente una singola sostanza appartenente all'intero sistema di principi attivi del Lapacho e si tenga presente che l'efficacia esercitata dall'intero sistema è ancor più fine, multiforme efficace. Il concentrato di singole sostanze estratte da un sistema d'insieme di principi attivi viene utilizzato solo per il trattamento di forme acute. In questo caso possono intervenire effetti collaterali dovuti all'alta concentrazione del singolo principio attivo. L’assunzione regolare del Lapacho sotto forma di tè, però, contiene principi attivi e dinamiche d'azione assolutamente naturali, appartenenti all’intero sistema vitale, la cui azione porta a non dover mai giungere a trattamenti acuti.

Un'altra sostanza presente in questo sistema sono le saponine, particolari sostanze con effetto antimicotico. Se si scuote energicamente l'infuso di Lapacho, si possono osservare le saponine sotto forma di schiuma bianca formatasi sulla superficie dell'infuso.

Certi ricercatori giapponesi hanno scoperto che alcune di queste saponine sono in grado di ridurre la crescita delle cellule cancerogene.

Ottime prospettive si aprono anche per i diabetici.

Il Lapacho arresta l'assorbimento di glucosio nell'intestino. Il livello di zuccheri nel sangue sale dunque in misura tollerabile e il pancreas non deve lavorare al culmine per pareggiare lo zucchero nel sangue con una dose corrispondente d'insulina. Il pancreas viene così alleviato in modo significativo. Viene inoltre stimolato il metabolismo che attinge la propria energia in gran parte dall'utilizzo di lunghe catene di carboidrati e dai grassi.

Numerose esperienze attestano una normalizzazione dell'appetito e il sottinteso affermarsi del bisogno di un'alimentazione sana e consapevole.

Che il Lapacho sappia donare anche allegria, gioia di vivere e benessere non è solo un frutto dell'immaginazione. Nel tè è contenuta una particolare forma di composto ossigenato che elimina molto efficacemente virus, batteri, protozoi e funghi. Inoltre anche il ricambio è stimolato da un maggiore e più veloce apporto dell'ossigeno.

Viene incrementata la formazione dei globuli rossi e, di conseguenza anche in questo caso, il trasporto d'ossigeno nell'organismo migliora considerevolmente. È quasi un'ossigenoterapia e, in senso lato, si può contare dei benefici dell'ossigeno proprio quasi al pari di una terapia. Chi fa un trattamento specifico d'ossigeno infatti non dovrebbe rinunciare al Lapacho, anzi, l'efficacia della terapia viene ottimizzata e armonizzata nel contesto di tutte le altre funzioni organiche. L'alto contenuto di calcio e ferro poi favorisce ulteriormente il trasporto dell'ossigeno alle cellule.

Anche il selenio, presente in concentrazione media, svolge un'importante funzione, in quanto elimina il velenoso cadmio, che quando si accumula nel nostro corpo è responsabile dell'insorgenza di tumori, oltre ad essere una causa di ipertensione e patologie coronariche. Il selenio è inoltre un importante antiossidante e funge da eliminatore di "radicali liberi", i quali provocano la distruzione delle cellule del nostro corpo.

In questo sistema composito di principi attivi un anello si aggancia all'altro rendendo l'impiego dell'infuso estremamente funzionale e curativo. La sua azione sul sistema immunitario viene descritta nella tesi di laurea del ricercatore tedesco di Monaco Bernhard Kreher.

I suoi interessantissimi risultati mostrano un incremento dell'attività del sistema immunitario pari a niente di meno che il 48%. Non è affatto strano, allora, che l'antica tradizione di tutela ed incremento della salute sia durata più di mille anni e che la sua azione globale sia consigliata anche oggi come cura e profilassi.

Chi vuole sfruttare al massimo l'effetto curativo dell'infuso di Lapacho, dovrà osservare alcune regole per la sua preparazione. Al contrario di molti tè d'uso più comune, il Lapacho è una corteccia ove i principi attivi sono racchiusi in uno spesso sistema di fibre.

Per liberarli, l'acqua di preparazione non deve essere né troppo calda né troppo fredda. Non preparate assolutamente l'infuso in un contenitore d'alluminio, perché durante la fase di riscaldamento s'innescherebbero dei legami chimici con il Lapacho che ne limiterebbero in modo determinante l'efficacia!

La preparazione dovrebbe avvenire secondo il metodo tradizionale: mettere 5-10 grammi di corteccia di Lapacho in 1-2 litri d'acqua bollente. Dopo l'aggiunta del Lapacho, abbassare il fuoco al minimo e lasciar cuocere per ca. 5 minuti. Poggiare il tegame su un sottopentola e lasciare in infusione per altri 15-20 minuti, mentre si raffredda. Alla fine l'infuso dev'essere filtrato e una pezzuola il lino è l'ideale, in quanto trattiene anche le particelle più piccole di corteccia. Un infuso dovrebbe essere infatti privo di pezzettini di corteccia, che rischiano di conferirgli un sapore amaro. Sta al singolo consumatore bere l'infuso caldo o freddo. Anche in questo caso bisognerebbe evitare l'uso dello zucchero e sostituirlo con miele o foglia di Stevia, se proprio non si vuole rinunciare al dolce.

Tenete presente che il Lapacho non va mai bevuto bollente, ma sempre solo caldo. Per trattamenti

curativi, dovrebbe essere preso nell'intervallo dei pasti, caldo e non zuccherato, in una porzione di un quinto di litro. Invece, come integratore naturale non sono necessarie indicazioni relative al suo consumo. Il consumatore è tenuto a stabilire la quantità e la frequenza giusta per sè, in base alla propria sensibilità.

Ancora una cosa riguardante la preparazione. A seconda del tipo di albero si riscontra un diverso contenuto di tannini (acido tannico), che, come quelli del caffè e del tè, potrebbero avere effetti negativi sulle mucose dello stomaco. A questo proposito c'è una vecchia astuzia. Aggiungete al tè un paio di gocce di latte o di panna. I tannini vengono così legati e resi permanentemente inoffensivi.

Ci siamo occupati finora dell'uso interno dell'infuso di Lapacho, ma in effetti ci sono un'infinità di altre applicazioni. Queste dipendono soprattutto dalla qualità dell'infuso. Le qualità migliori sono accompagnate dalla garanzia che il prodotto proviene dalla parte interna della corteccia. È stato inoltre stabilito che il contenuto di principi attivi aumentano con il crescere dell'età dell'albero. Gli alberi da raccolta dovrebbero avere circa 40 anni d'età.

Attenzione ai prodotti a basso prezzo, perché troppo spesso si tratta solo della parte più esterna della corteccia di Lapacho. Nonostante l'uguale denominazione, questa non possiede caratteristiche paragonabili alla corteccia interna, che è invece ricca di principi attivi. La corteccia esterna non è altro che un prodotto di scarto, povero di principi attivi.

Con un prodotto di buona qualità potete riutilizzare il decotto, per esempio, come additivo per un bagno rivitalizzante, perché il prodotto riserva abbastanza principi attivi anche per un secondo impiego. Il bagno di Lapacho stimola la circolazione e neutralizza i parassiti nocivi che danneggiano la protezione acida della pelle. Con il decotto potete anche preparare impacchi da applicare direttamente sulla pelle, in presenza di problemi cutanei come eczemi, neuro dermatiti, formazioni squamose oppure piccole ferite e scottature.

Il Lapacho è un rimedio universale che dovrebbe avere un posto fisso nella farmacia di casa.

Per assecondare le singole richieste, i fornitori dell'infuso di Lapacho offrono molteplici forme di somministrazione, come per esempio le capsule, le fiale o gli estratti alcolici.

Per esperienza personale posso affermare che quando sta per arrivarmi un'influenza, riesco a bloccarla assumendo 3 capsule di Lapacho tre volte al giorno per due o tre giorni consecutivi.

Il giorno in cui ho fatto la conoscenza del Lapacho è rimasto impresso nella mia memoria e d'allora è diventato un punto di riferimento della mia vita, come un amico prezioso per il mantenimento della mia salute e della mia qualità di vita.


NOTE DI APPROFONDIMENTO

  1. "Pau d' Arco è stato venerato per secoli dagli indiani della foresta pluviale. È una delle erbe brasiliane più utili. È chiamata "l'albero divino". È utile nei reumatismi e nelle infiammazioni artritiche, nella prostatite, nella cistite e utile per controllare la crescita eccessiva di funghi e lieviti nel corpo. Questa erba multiuso aiuta a prevenire la formazione di tumori ed è pensata per eliminare le tossine e purificare il sangue. Pau d'Arco è diventato molto popolare nel 1967 dopo che il dottor Walter Accorsi dell'Ospedale Comunale di Santo Andrè ha parlato con un giornalista di una rivista che ha pubblicato la sua storia e ha detto: "Dai miei primi esperimenti con Ipe Roxo (Pau d'Arco), ho imparato due cose importanti che mi hanno molto incoraggiato riguardo al cancro: primo, che elimina il dolore causato dalla malattia; e in secondo luogo, che moltiplica il numero di globuli rossi." Questa corteccia è usata per trattare stomatite (gonfiore delle mucose nella bocca), ulcere alla gola, ulcere gastriche, ulcere sifilitiche, prurito, ferite, eczema e bolle."
  2. "I brasiliani chiamano pau d'arco "l'albero divino". Aiuta ad aumentare la produzione di globuli rossi e aiuta disturbi respiratori, ulcere, eccesso di candida e piede d'atleta. Pau d'arco può fortificare il sangue, aiuta a sciogliere il catarro ed è un antimicotico. La ricerca sia negli Stati Uniti che in Sud America mostra che pau d'arco ha ingredienti che si sono rivelati efficaci contro alcune forme di cancro e parassiti. Aiuta a ridurre i livelli di zucchero nel sangue e favorisce la digestione. Lapachol, da pau d' arco, è stato recentemente elencato dalla Purdue University come tra i più importanti agenti antitumorali delle piante."
  3. AZIONI: Fortifica il sangue, Attività antimicotica, Combatte la crescita eccessiva di Candida.
    USO TRADIZIONALE: Il tè Pau D'Arco è venerato da secoli dagli indiani come una delle erbe brasiliane più utili. Pau D'Arco è molto apprezzato per la sua efficacia nel controllare l'eccesso di Candida.
    INDICAZIONI DEI MERIDIANI: Disperde l'umidità, Scioglie il catarro, Aiuta la regolazione di Polmone/Stomaco, Allevia il ristagno in tutti i meridiani.
    PUNTI EVA: Fegato, Rene, Intestino Crasso e Tenue."
  4. "Erba amara che contiene un agente antibatterico naturale, ha un effetto curativo e pulisce il sangue. Ottimo per candidosi, tosse del fumatore, verruche, tutti i tipi di infezione, diabete, ulcere, reumatismi, allergie, tumori, AIDS, leucemia, cancro, e malattie del fegato. NOTA: i ceppi resistenti di Candida si sviluppano rapidamente a causa della mutazione genetica. I programmi di trattamento a rotazione saranno utili."
  5. Usi e Folklore Brasiliani: Se fermate un brasiliano per strada e gli chiedete "Cos'è Ipe Roxo?"... non solo saprà subito di cosa state parlando, ma comincerà a spiegarvi con entusiasmo le meraviglie e gli usi di il tè ottenuto dalla corteccia interna. Ipe Roxo è senza dubbio una delle erbe più apprezzate e utili di tutte le erbe brasiliane. Utilizzato come tonico per la salute e venerato dagli indiani per secoli, Ipe Roxo è arrivato per la prima volta all'attenzione di botanici e medici circa 100 anni fa. Da allora, gli usi e le meraviglie di questo albero sono stati studiati e prescritti. Nel marzo del 1967 la rivista "O Cruzeiro" pubblicò un articolo sui risultati che i medici stavano ottenendo con il tè all'ospedale municipale di Santo Andre, San Paolo L'articolo cita il Dott. Walter Accorsi, che afferma: "Dai miei primi esperimenti con esso [IPE ROXO], ho imparato due cose importanti che mi hanno molto incoraggiato riguardo al cancro: In primo luogo, Pau D'Arco elimina il dolore causato dal malattia; e in secondo luogo, moltiplica la quantità di globuli rossi. Il nostro stupore crebbe: questa corteccia guariva tutto! Ulcere, diabete e reumatismi - la medicina li ha chiariti tutti". Dopo la pubblicazione di questo articolo, la domanda di Ipe Roxo è cresciuta di dieci volte e oggi la corteccia di Ipe Roxo, l'estratto e la tintura madre omeopatica si trovano nei negozi di alimenti naturali, nelle farmacie e farmacie in tutto il Brasile. Ipe Roxo può essere assunto da solo, o con altre tisane per le quali funge da catalizzatore. Utilizzi:Influente nel trattamento dei sintomi di: cancro, diabete, problemi respiratori, ulcere, colite, artrite, reumatismi , cattiva circolazione, prostatite, cistite, costipazione."
  6. Pau d'Arco è pensato per eliminare le tossine dal corpo e purificare il sangue, ha proprietà antimicotiche. In uno studio originale di ricerca sulla perdita di peso eseguito a Chicago nel 1992, ho scoperto che le infezioni croniche da lieviti delle donne si sono risolte prontamente quando Pau d'Arco è stato aggiunto alla formula. Pau d'Arco ha anche caratteristiche antinfiammatorie, che lo rendono utile nel trattamento dell'artrite e di altre malattie infiammatorie. Alcuni ricercatori segnalano la sua capacità di aumentare la conta dei globuli rossi ed eliminare alcuni sintomi associati al cancro".
  7. "Gli indiani nativi del Brasile, dell'Argentina settentrionale, del Paraguay, della Bolivia e di altri paesi sudamericani hanno usato da sempre il Lapacho [T. impetiginosa] per scopi medicinali per migliaia di anni; ci sono indicazioni che il suo uso possa effettivamente precedere gli Incas. Il Lapacho è applicato esternamente e internamente per il trattamento di febbri, infezioni, raffreddori, influenza, dissenteria, problemi gastrointestinali di ogni tipo, condizioni debilitanti come artrite e prostatite e disturbi circolatori. Altre condizioni curate con Lapacho includono il lupus, il diabete, il morbo di Hodgkin, l'osteomielite, Morbo di Parkinson e psoriasi... Indipendente da Meyer, un medico in Brasile, intorno al 1960, dopo aver ascoltato un racconto sui suoi miracolosi poteri curativi, usò il lapacho per curare suo fratello che giaceva in un ospedale di Santa Andre, in Brasile, morendo di cancro. Suo fratello si riprese e il medico, il dottor Orlando dei Santi, iniziò a usare l'erba per curare i malati di cancro in ospedale. altri medici si unirono all'équipe e dopo pochi mesi si registrarono diverse guarigioni. Nel caso tipico, il dolore scompare rapidamente e talvolta si ottiene una remissione completa in appena quattro settimane. Grazie al lavoro presso l'Ospedale Municipale di Santo Andre, il lapacho è diventato una forma standard di trattamento per alcuni tipi di cancro e per tutti i tipi di infezioni negli istituti medici di tutto il Brasile. Va notato che dopo le prime segnalazioni di cure erboristiche "miracolose" apparse in Brasile, il governo nazionale ha ordinato il blackout di qualsiasi altra dichiarazione pubblica da parte dei medici coinvolti nella ricerca. Il silenzio fu infine rotto da Alec De Montmorency, che nel 1981 pubblicò una lunga rassegna del lavoro clinico in corso in Brasile. Questo rapporto è riuscito a stimolare nuovamente l'interesse mondiale per il suo utilizzo".
  8. "BIGNONIACEAE“: Famiglia Bignonia, Famiglia Catalpa, Famiglia Trombetta. Questi alberi, liane e arbusti, quasi esclusivamente delle regioni tropicali di entrambi gli emisferi, contano più di 600 specie in oltre 100 generi. Il loro centro di speciazione è nel nord del Sud America, dove le liane occupano un posto importante nella vegetazione tropicale. Molti sono ornamentali e alcuni sono fonte di legni pregiati. La famiglia è divisa in quattro specie basate principalmente sulle differenze floreali e di semi. I chinoni, gli pseudoindicani e i flavonoidi si trovano in tutta la famiglia; occasionalmente sono stati segnalati triterpeni, cumarina, alcaloidi, tannini e saponine.
  9. TABEBUIA ha circa 100 specie di alberi o arbusti sempreverdi originari delle parti più calde delle Americhe. Nel genere sono stati identificati diversi composti chimici; il lapacolo è comune (Paredes, 1975). Sono stati riassunti i costituenti delle seguenti specie: T. guyacan (Manners, 1977), T. pallida (Prakash, 1980a; Prakash, 1980), T. rosea (Nair, 1982) e T. chrysantha (Wasicky, 1967). Nafto- e antrachinoni sono stati isolati da colture tissutali di T. lepidota (Cuellar-C., 1979), T. argentea (Inouye, 1982), T. pentaphylla (Rohatgi, 1983) e T. cassinoides (Rao, 1982). Glicosidi iridoidi sono stati riportati da T. heptaphylla (Bianco, 1983). Sono state riportate attività antinfiammatorie, antimicrobiche e antineoplastiche per estratti di T. avellanedae (Goncalves de Lima, 1971; Oga, 1969).

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2021 19:51  

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